Analisi Forex 18 Agosto 2017: il Dollaro USA è in grande difficoltà

Il Dollaro USA è rimasto sotto pressione durante la sessione di giovedì, in quanto gli investitori hanno continuato a reagire al rilascio delle minutes da parte della Federal Reserve durante la sessione di mercoledì. Anche le preoccupazioni circa l’amministrazione Trump e le possibilità di rispettare la sua agenda economica.

Il rischio geopolitico ha anche influenzato le decisioni dei trader, in quanto il mercato è stato messo in crisi dall’attacco terroristico a Barcellona e da una possibile dipartita di un membro chiave dell’amministrazione Trump.

Il Dollaro USA ha registrato una sessione alquanto volatile, prima andando al ribasso a seguito delle news da parte della Federal Reserve e successivamente mosso al rialzo da un sell-off nell’eurozona a causa del tono dovish della politica monetaria durante le minutes del meeting.

I prezzi hanno tuttavia continuato ad andare in due diverse direzioni durante la sessione, in quanto gli investitori hanno continuato a cambiare opinione sul “fattore rischio”, prima preferendo l’avversione al rischio e poi cambiando totalmente opinione. L’indice del Dollaro è riuscito a rompere il supporto del minimo del giorno precedente, riuscendo comunque a chiudere la sessione al rialzo.

Mercati Azionari USA

Gran parte dei mercati azionari USA sono crollati dopo la sessione di giovedì, principalmente a causa dei dubbi circa il Presidente Trump e la sua abilità di rispettare gli impegni presi con il suo elettorato.

Il Dow Jones Industrial Average è crollato di 274.14 punti (1.2 % circa) registrando il suo più grande crollo dallo scorso maggio.

Le vendite all’interno di questo mercato finanziario sono iniziate ad arrivare successivamente ai rumors di Gary Cohn, un membro dell’amministrazione Trump, possa dimettersi dal suo ruolo di direttore del National Economic Council. Questa situazione ha permesso di alimentare le paure sul fatto che Donald Trump non sia in grado di far passare la sua riforma sulle tasse, oppure andare avanti con il suo piano di ricostruire l’infrastruttura del paese.

L’indice è crollato a fronte dei rumors su Cohn, ma è poi riuscito successivamente a recuperare terreno dopo che il governo ha affermato che Cohn non ha attualmente intenzione di dimettersi. Tuttavia la vendita dei mercati ha continuato a fronte degli attacchi di Barcellona, portando successivamente i mercati a chiudere in ribasso.

Oro

I prezzi dell’Oro, da sempre bene rifugio per eccellenza, sono invece saliti durante la sessione di giovedì, supportati in parte del Dollaro USA e dall’incremento di domanda circa gli asset considerati rifugi sicuri. L’incertezza politica negli Stati Uniti e l’attacco terroristico a Barcelona ha portato gli investitori ad allontanarsi dagli asset più rischiosi, cercando invece investimenti più sicuri come proprio l’oro.

Petrolio

Per quanto concerne invece il Petrolio, il petrolio greggio ed il Brent, i prezzi sono aumentati durante la sessione di giovedì mentre gli investitori si sono concentrati sulle scorte di petrolio greggio statunitense dopo che l’Amministrazione Statunitense dell’Energia (EIA) ha affermato che gli inventari petroliferi a Cushing, l’hub di Oklahoma, sono in declino.

Euro: il tapering è ormai lontano?

La Banca Centrale Europea è alquanto preoccupata per la grande forza dell’Euro, che è riuscito a salire ad un ottimo ritmo nei tempi recenti toccando massimi degli ultimi due anni e mezzo contro il dollaro USA.

L’ascesa del Dollaro USA inoltre, secondo quanto è stato affermato dalla BCE, rappresenta una preoccupazione. Attualmente la coppia EUR/USD è riuscita a salire ai suoi massimi degli ultimi due anni e mezzo.

Sempre secondo i verbali riportati dalla Banca Centrale Europea, l’andamento della moneta unica potrebbe andare oltre i limiti considerati accettabili dalla Banca Centrale Europea.

Sempre secondo gli analisti, l’assenza di toni rialzisti e sicuri, porta a pensare che non è presente un tentativo di tapering per quanto riguarda la Banca Centrale Europea e la sua economia.

Il grande aumento di prezzo della moneta unica, come affermano i verbali della Banca Centrale Europea, stanno portando ad allentamento dal possibile tapering da parte di Mario Draghi, fattore che sta spingendo al ribasso l’Euro.

Attualmente, il cambio EUR/USD si sta muovendo al ribasso dello 0,50% circa a quota 1,1703 circa.

Secondo il consiglio direttivo infatti, nel caso in cui sia necessario effettuare delle modifiche all’assetto attuale della politica monetaria da parte dell’Europa, sarà necessaria una maggiore flessibilità ed un maggiore spazio.

Per quanto invece concerne le previsioni sull’inflazione sul medio/lungo termine, attualmente i dati sono rimasti alquanto stabili durante le precedenti settimane.

L’andamento dei rendimenti obbligazionari, in gran parte rappresentano il mutamento dei rendimenti reali, che potrebbe dunque portare ad una vera e propria crescita, con delle prospettive di inflazione rialziste.

La ripresa economica continua a rafforzarsi. I rischi negativi sono in gran parte legati a fattori geopolitici globali.

Sotto un punto di vista generale, le condizioni finanziarie continuano a rimanere a sostegno dell’espansione economica secondo la Banca Centrale Europea. Anche se in realtà c’è stata una vera e propria rivalutazione di alcuni settori all’interno dei mercati finanziari, in special modo nel forex e nel settore obbligazionario.

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