Analisi Forex 25 Agosto 2017: i mercati attendono Draghi

I mercati si sono mossi al rialzo durante queste ore di attesa sui risultati del meeting del Jackson Hole, che è senza dubbio il più importante avvenimento di tutta la settimana.

I mercati sono curiosi di vedere se Draghi potrà fornire spunti per un cambio all’interno della politica monetaria, anche se la storia ci dice che non è improbabile che ci siano importanti cambiamenti nella politica in questa riunione. Draghi molto probabilmente utilizzerà questa riunione come un metodo per controllare l’euro, che è ad un livello alquanto elevato. Se così fosse, allora il mercato potrebbe entrare in fase bearish e questo potrebbe portare l’euro al ribasso e portando dunque i mercati azionari ad un livello più alto, mentre qualsiasi suggerimento di tapering da parte di Draghi potrebbe colpire duramente i mercati azionari mentre manderebbe l’euro più in alto .

Questo potrebbe essere fonte di preoccupazione per la BCE e per il dollaro. Il dollaro è stato colpito da numerosi fattori macroeconomici durante gli ultimi mesi. Il capo della FED, Janet Yellen, terrà una conferenza al Jackson Hole, ma gli analisti non si stanno aspettando molto dal suo discorso, in quanto gran parte dell’attenzione è calamitata adesso su Mario Draghi. L’euro e il dollaro sono due valute sottotono dall’inizio della settimana in previsione di questo incontro, questa debolezza è probabile che continui fino a quando la riunione sarà conclusa.

Materie Prime

La situazione per le materie prime è invece totalmente differente, in quanto in questo caso i prezzi stanno continuando ad aumentare.

Questo è l’evento che il mercato ha aspettato dall’inizio della settimana e quindi è naturale aspettarsi una grande volatilità nelle ore che precedono e che seguiranno questo evento. Il capo della Federal Reserve Janet Yellen non dovrebbe rivelare molto sulla politica monetaria e questo è probabile che consenta ad il dollaro di rimanere sotto pressione. Ma è il discorso di Draghi che probabilmente sarà quello più attentamente monitorato dai mercati in quanto parte dei mercati si aspetta che Draghi possa riuscire a spiegare importanti cambiamenti all’interno della politica, tra cui l’impostazione della tabella di marcia per la riduzione del tasso di interesse. Se ciò accadrà, l’euro dovrebbe salire e rafforzarsi, mentre i mercati azionari, in particolare in Europa, dovrebbero scendere.

È probabile che questa situazione risulti favorevole per i prezzi dell’oro, che attualmente rischia di testare ancora una volta la regione dei 1300 a breve termine, molto probabilmente già da oggi. Se Draghi sceglierà di essere dovish, allora potremmo aspettarci una correzione dei prezzi dell’oro che probabilmente lo porterà verso il basso nella regione dei 1255 nel breve periodo. Tuttavia, tenendo conto del fatto che le correzioni dei prezzi dell’oro sono state poche, c’è ancora molto interesse d’acquisto nell’oro, che probabilmente manterrà i prezzi sostenuti e pertanto consentirà l’avanzamento del mercato.

I prezzi del petrolio continuano a vagare senza una direzione specifica. I dati di produzione e di inventario che stanno per essere rilasciati dagli Stati Uniti, incluso il conteggio dei rig, sembrano supportare i prezzi del petrolio (per ora), ma il mercato deve ancora realmente credere nella corsa rialzista e questo è il motivo per cui vediamo i prezzi senza una reale direzione. E questo rischia di durare sul breve termine poiché l’attenzione del mercato è focalizzata sull’oro e sulla coppia EUR/USD.

C’è stato poco altro che i mercati hanno davvero considerato durante la settimana, con il dollaro e l’EUR sotto dei riflettori a fronte delle dichiarazioni di Draghi e Yellen.

Le rispettive banche centrali hanno certamente la capacità di influenzare materialmente la direzione delle loro rispettive valute, anche se Draghi ha la tendenza ad essere il più dovish negli ultimi anni, con l’economia dell’Eurozona che è stata più lenta nel recupero dalla crisi finanziaria globale.

Alcuni potrebbero affermare che l’economia dell’area dell’euro sia ora in una forma migliore rispetto a quella degli Stati Uniti, con il rischio geo-politico che si è ridotto sensibilmente nell’Eurozona, mentre sembra essere una questione in continua crescita per il dollaro.

Mentre il presidente della FED potrebbe ben elaborare in maniera esplicita le intenzioni della FED durante la FOMC del mese prossimo, mentre il presidente della BCE potrebbe risultare molto più “abbottonato”.

Draghi ha dunque tutte le ragioni per iniziare a parlare di un programma di acquisto di asset, ma sembra che ci sia qualche preoccupazione per una brusca accelerazione dell’EUR, forse giustificata quando si considera la mancanza di sostegno che il dollaro ha ricevuto durante l’anno.
Molti si aspettavano che Trump fornisse politiche di crescita e che la FED fosse costretta ad assumere un percorso più aggressivo verso la normalizzazione della politica monetaria, ma non è stato così.

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