Analisi Settimanale Indici, Forex, Materie Prime 29 Maggio 2017

Diamo uno sguardo alle Azioni ed Indici che nelle ultime settimane hanno garantito i migliori rendimenti. Per quanto concerne l’azionario USA, la situazione è delle più rosee: gran parte degli indici più importanti degli USA si sono mossi al rialzo durante la scorsa settimana, in quanto i report del primo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti.

Secondo gli analisti, ben 1/3 delle aziende contenute all’interno dell’indice principale degli USA, lo S&P500, hanno battuto le stime sui profitti ed il 64% ha battuto le stime sulle vendite.

Le nuove vendite di abitazioni hanno fatto registrare una flessione del 11,4% rispetto a un tasso annuo di 569 mila e le vendite immobiliari esistenti sono diminuite del 2,3% a un tasso annuo di 5,57 milioni, ma le medie a lungo termine rimangono saldamente in territorio positivo, ed i prezzi delle case esistenti rimangono a livelli molto alti con un 6% anno a 244.800 dollari.

I mercati internazionali hanno avuto un rendimento misto nel corso della scorsa settimana. L’indice giapponese Nikkei 225 è aumentato dello 0,50%; il DAX 30 della Germania è sceso del 0,29%; il FTSE 100 della Gran Bretagna è salito dello 0,7%. In Europa, la Banca Centrale Europea ha parlato dell’impatto della “Brexit” sull’economia dell’Eurozona, in quanto l’attività economica si è avvicinata al livello massimo degli ultimi 6 anni. In Asia, Moody’s ha abbassato il rating creditizio della Cina per la prima volta dal 1989, citando le preoccupazioni per il debito in aumento. Il rating è stato abbassato di un punto da A1 ad Aa3, mettendo nella stessa categoria di paesi come Israele e Giappone.

L’indice S&P500 è salito di oltre l’1% durante la scorsa settimana. Dopo essere rimbalzato dalla trendline di supporto, l’indice è nuovamente direzionato sulla parte superiore della trendline di resistenza. Molto importante il livello di 243.70 dollari, che potrebbe portare a livelli ancora maggiori per questo indice. Tuttavia da segnalare che l’RSI è molto vicino ai livelli di ipercomprato.

Il Dow Jones Industrial Average è cresciuto anch’esso di oltre l’1% durante la settimana, con una prestazione nella media rispetto agli altri indici.

I principali indici statunitensi si sono mossi verso l’alto nella settimana passata, anche se molti di loro sono rimasti in un territorio overbought. Importante tenere conto che questa settimana gli investitori terranno d’occhio molto attentamente diversi eventi economici importanti, compresi i redditi il 30 maggio, le richieste di sussidi disoccupazione il 31 maggio e i dati sull’occupazione del 2 giugno. Naturalmente gli investitori seguiranno anche l’evoluzione della situazione politica negli Stati Uniti ed in altri paesi.

FTSE Mib: pericolo di downtrend

Dando uno sguardo al mercato italiano, notiamo che l’Indice più importante della Borsa di Milano, il FTSE MIB.

L’indice FTSE MIB ha rallentato la sua performance proprio durante l’inizio del G7 a Taormina. Le vendite sono state a dir poco numerose, sopratutto nel settore petrolifero e bancario.

La quotazione del FTSE MIB è quindi ricaduta sul livello dei 21.000 punti, per poi crollare a 20.979,26 lunedì, in ribasso dell’1,46% al momento della scrittura dell’articolo.

Il movimento rialzista del FTSE Mib sembra quindi essere stato compromesso, anche a causa della rottura al ribasso della media mobile a 20 periodi che è avvenuta durante la sessione di giovedì.

Valute: crolla il Pound

Durante la scorsa settimana, il Pound ha risentito gravemente del terrorismo, brexit ed elezioni portando la sterlina ad un rintracciamento del 38% dopo un sell-off cominciato il 23 giugno scorso.

Secondo BBH, è importante tenere d’occhio i livelli di $1,2725 e su $1,2650 come prossimi obiettivi al ribasso per la sterlina inglese.

Se la Sterlina è stata la valuta peggiore, l’Euro si è mosso estremamente in rialzo in relazione alle altre valute major.

Attualmente l’Euro si è riportato ai massimi degli ultimi sei mesi per quanto concerne il cambio EUR/USD, attualmente a quota 1,12.

Interessante notare che la cancelliera tedesca Merkel non sembra essere soddisfatta, considerando la valuta europea ancora “troppo debole” a causa della politica monetaria espansionistica della Banca Centrale Europea.

Petrolio: quotazione di nuovo in rosso

Nonostante i membri dell’OPEC si siano accordati per l’estensione dei tagli, la quotazione del petrolio ha continuato a perdere colpi.

Il petrolio Brent ha continuato ad essere scambiato su quota 53 dollari per barile. Il petrolio WTI è stato scambiato a quota $50 a due giorni dal termine del meeting OPEC di Vienna.

Questa era la nostra analisi settimanale sullo stato dei mercati. Commenta qua sotto per esprimere la tua opinione su indici, materie prime, azioni e forex.

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