Forex Analisi Tecnica e Fondamentale 17 Novembre 2017

Il Dollaro USA ha continuato a procedere al ribasso contro una serie di valute major durante la sessione di venerdì, in quanto sono aumentate le preoccupazioni circa le indagini sulla Campagna Presidenziale di Donald Trump.

Il sentiment sul biglietto verde è rimasto molto incerto a seguito delle notizie secondo cui la campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump è stata citata in giudizio per i documenti in un’indagine in corso relativa a possibili interferenze da parte della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016.

Il Wall Street Journal ha affermato giovedì che il Consigliere speciale Robert Mueller ha emesso una citazione verso più di una dozzina di funzionari.

Gli investitori stanno inoltre valutando la nuova legge sulla riforma fiscale, che è stata approvata giovedì da parte della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti. Il comitato finanziario del Senato dovrebbe votare la versione del disegno di legge venerdì. Non è prevista nessuna azione fino a dopo la festa del Ringraziamento della prossima settimana.

L’indice del dollaro USA, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere ponderato per il commercio di sei principali valute, è sceso dello 0,18% a 93,66 alle 16 GMT.

Altrove, la coppia USD/JPY è scesa dello 0,83% a 112,12, mentre la coppia USD/CHF è scesa dello 0,37% a 0,9902, mentre la coppia EUR/USD è salita dello 0,10% a 1,1782, mentre la coppia GBP/USD è aumentata dello 0,13% a 1,3212.

Anche il dollaro australiano e neozelandese sono scesi di valore, in quanto la coppia AUD / USD risulta essere in calo dello 0,46% a 0,7550 e NZD / USD è in calo dello 0,64% a 0,6804.

Anche i mercati azionari europei sono per lo più leggermente in calo, in quanto il DAX oscilla tra i guadagni e le perdite mentre l’euro si aggira attorno al prezzo di 1,18 rispetto al dollaro. Il FTSE 100 sta invece leggermente sottoperformando, inizialmente appesantito da una sterlina più forte, anche se la valuta ha ridotto alcune delle sue precedenti perdite dopo i commenti del segretario alla Brexit Davis, che suggerisce un costante stallo nei colloqui con l’UE.

MIB e IBEX hanno sofferto di più a causa della rinnovata cautela all’interno dei mercati azionari. La propensione al rischio si è mantenuta ancora in Asia e il Nikkei ha chiuso con un guadagno dello 0.20%. L’Hang Seng ha sovraperformato, sostenuto dall’ottimismo rispetto alle nuove regole sulle partecipazioni azionarie.

Draghi ha ammesso che la “robusta ripresa” significa che l’economia “potrebbe diventare più resiliente ai nuovi shock”, ma ha sottolineato che “c’è ancora bisogno di un approccio paziente e persistente alla politica monetaria per garantire la stabilità dei prezzi a medio termine“.

Il presidente della BCE ha affermato che mentre “vediamo l’inflazione allontanarsi progressivamente dai livelli molto bassi degli ultimi anni”, “il progresso rimane incompleto e parziale”, anche se “mentre il mercato del lavoro si stringe e l’incertezza diminuisce, il rapporto tra il rallentamento e la crescita dei salari dovrebbe iniziare a riaffermarsi”.

Sembra quasi una difesa della decisione di estendere ancora una volta il programma di QE, sebbene con le prospettive sempre più ottimistiche, un’altra estensione oltre settembre prossimo sembra molto improbabile se la BCE rimarrà riluttante ad impegnarsi in una data di scadenza per il quantitative easing.

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